Gran Loggia Regolare degli Antichi, Liberi e Accettati Muratori d'Italia
Foglio Massonico
 
 
Il termine "SO-HAM"
Sappiamo tutti che “non esiste una sola verità”, ma proveremo ugualmente a “spiegare” cosa significhi esattamente la parola So Ham, ed in particolar modo le sue implicazioni massoniche.

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Il motto: Propera Lente
Svetonio e Aulo Gallio, storici romani, ci raccontano che l’Imperatore Augusto, comandante saggio e prudente, adottò quale proprio motto la frase “propera lente” (o come si ritrova in altri testi “festina lente”), e cioè:

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AL FRATELLO ENZO
In un tristissimo Venerdì del 9 Luglio A. L. 6004 è deceduto il carissimo F.llo Enzo.
Gentiluomo d’altri tempi, Massone come pochi, ha lasciato nella SoHam un vuoto incolmabile.

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Al Fratello Enzo

In un tristissimo Venerdì del 9 Luglio A. L. 6004 è deceduto il carissimo F.llo Enzo.

Gentiluomo d’altri tempi, Massone come pochi, ha lasciato nella SoHam un vuoto incolmabile.

Tutti i F.lli lo abbiamo commemorato formando una catena d’unione intorno alla sua bara.

Il ricordo che avremo di lui per sempre sarà quello di un Uomo, e di un Massone, che ha impostato la propria vita nel rispetto degli altri e nell’amore verso i Fratelli.

Ci siamo stretti tutti attorno al figlio e Fratello Antonio a cui non abbiamo, né faremo mai mancare, il nostro affetto, la nostra sincerità, la nostra solidarietà.

Certo: mai e poi mai riusciremo a colmare l’immenso vuoto che Enzo gli ha lasciato…a lui, ad Antonio, come a tutti noi, rimane il ricordo di un sempiterno sorriso che ha accompagnato Enzo anche in punto di morte, il sorriso di chi intravedeva già la Luce verso cui dirigersi a passo sicuro.

Un Fratello A.A., meglio di chiunque altro, ha impresso indelebilmente nel cuore di tutti noi il sentimento di profonda angoscia della separazione, dedicando al Fratello Enzo una poesia che ci incanta e ci fa piangere lacrime calde

 

Un Abbraccio

Ultimo quarto di luna all’alba, lentamente
Offre il cielo le sue vesti notturne ai monti
E’ l’acciaio delle prime ore al mare
Lascio casa, vado a trovarti

Ti ringrazio per questa notte di un’ora
E questo sonno che non veniva
E il dovere di alzarmi presto
Per un impegno non di lavoro

Sono stato l’ultimo che avrai visto
Titubante e nudo mendicante
Porto oggi la cravatta di quel giorno
E come allora sento l’emozione

Sei il primo morto che chiede di me
Mai nessun altro mi ha sollecitato
E così mi porti ancora a scoprire
E te ne vai come sempre, da gentiluomo

Siamo tanti Fratelli attorno a te
Ciascun custode del nostro Tempio
Spada sguainata, lo sei andato a coprire
Sull’altra sponda, all’avamposto


Ti ringrazio perché mi fai sentire
Quanto possa cambiare la mia vita
Dal mio umile gradino, un bacio per te
Dalle luci avvolto ormai su in cima…

Jean Paul – 11/07/2004

Caro Enzo, tu sarai sempre insieme a noi in Loggia, per guidare con serenità
e gentilezza i nostri Lavori.

Arrivederci…

A.G.D.G.A.D.U.